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soccorso in mare - comunicazioni efficaci

Soccorso in mare: come comunicare efficacemente in situazioni di emergenza

Saper gestire un’emergenza a bordo è importantissimo, ma riconoscere quando quella emergenza supera le proprie capacità e richiede soccorso esterno è altrettanto cruciale.La differenza tra un salvataggio tempestivo e una tragedia dipende spesso dalla tempestività e dalla chiarezza con cui viene richiesto aiuto.

Questo articolo spiega come, quando e con quali strumenti comunicare una richiesta di soccorso in mare, quali informazioni fornire e cosa aspettarsi dall’arrivo dei soccorritori. Prima di richiedere soccorso esterno, è fondamentale tentare di gestire l’emergenza con le risorse di bordo.La decisione di chiamare soccorso non è mai semplice.

Molti comandanti esitano per orgoglio, paura del costo o speranza di risoluzione autonoma. Ma alcuni criteri oggettivi indicano chiaramente quando l’assistenza esterna è necessaria:

Situazioni che richiedono soccorso immediato:

  • Pericolo imminente per la vita di persone a bordo (ferito grave, malore, ipotermia)
  • Falla importante che le pompe di sentina non riescono a contenere
  • Incendio fuori controllo o che invade zone vitali
  • Perdita totale del controllo della barca (timone rotto in burrasca)
  • Condizioni meteo in rapido peggioramento con barca danneggiata
  • Impossibilità di raggiungere un porto sicuro con i mezzi di bordo

La regola generale: se dopo 10-15 minuti di tentativi corretti la situazione non migliora ma peggiora, è il momento di chiamare aiuto. Aspettare troppo riduce le opzioni dei soccorritori e aumenta esponenzialmente i rischi.

Radio VHF per le emergenze: lo strumento principale di comunicazione

La radio VHF (Very High Frequency) è lo strumento primario per le comunicazioni di emergenza in mare. Opera su frequenze marine dedicate con portata di circa 20-30 miglia nautiche in condizioni ottimali, variabile in base all’altezza delle antenne e alle condizioni atmosferiche.

Canali VHF essenziali:

  • Canale 16: canale internazionale di soccorso e chiamata. Monitorato costantemente dalla Guardia Costiera
  • Canale 70: canale DSC (Digital Selective Calling) per chiamate digitali automatiche di emergenza
  • Canali di lavoro: dopo il contatto iniziale su canale 16, la Guardia Costiera assegna un canale di lavoro per la comunicazione operativa

Il VHF deve essere sempre acceso e sintonizzato sul canale 16 durante la navigazione. Molti incidenti sono stati risolti grazie a chiamate di soccorso captate da altre imbarcazioni nella zona.

Funzione DSC: I moderni VHF dotati di DSC permettono di inviare un alert digitale automatico premendo il pulsante rosso di emergenza (solitamente protetto da coperchio). L’alert contiene posizione GPS, identificativo della barca (MMSI) e viene ricevuto automaticamente da tutte le stazioni costiere e le navi nel raggio. Questa funzione può salvare vite quando non si ha tempo per una chiamata vocale strutturata.

Per imparare a utilizzare correttamente il VHF e gli altri strumenti di comunicazione di bordo, il laboratorio sulla strumentazione di bordo offre formazione pratica su questi dispositivi essenziali.

Le tre tipologie di chiamata radio: MAYDAY, PAN PAN, SECURITE'

Le comunicazioni radio di emergenza si suddividono in tre categorie con livelli di urgenza diversi. Usare la dicitura corretta aiuta i soccorritori a prioritizzare le risposte.

MAYDAY – Emergenza grave con pericolo immediato

MAYDAY è la chiamata di massima urgenza. Si usa quando c’è pericolo immediato per la vita di persone a bordo o per la barca stessa. Deriva dal francese “m’aidez” (aiutatemi).

Quando usare MAYDAY:

  • Persona in mare senza possibilità di recupero autonomo
  • Incendio incontrollabile
  • Falla grave con rischio affondamento
  • Collisione con danni gravi
  • Qualsiasi situazione dove vite umane sono in pericolo immediato

PAN PAN – Urgenza senza pericolo immediato

PAN PAN indica una situazione urgente ma non immediatamente pericolosa per la vita. La barca ha un problema serio ma controllato e richiede assistenza.

Quando usare PAN PAN:

  • Avaria motore in zona trafficata o con meteo in peggioramento
  • Deriva alla ruota in condizioni difficili ma gestibili
  • Falla contenibile ma che richiede rientro assistito
  • Esaurimento carburante lontano dalla costa
  • Emergenza medica 
  • In tutti gli incidenti dove posso pensare di risolvere ma non sono sicuro

SECURITE’ – Avviso di sicurezza

SECURITE’ è un avviso che riguarda la sicurezza della navigazione ma non richiede soccorso. Si usa per informare altre imbarcazioni di pericoli o condizioni particolari.

Quando usare SECURITE’:

  • Oggetti galleggianti pericolosi avvistati
  • Condizioni meteo locali pericolose
  • Avaria alle luci di navigazione (per avvisare le altre navi)
  • Container alla deriva

Come formulare una chiamata di soccorso efficace

La chiamata di soccorso deve essere chiara, concisa e contenere tutte le informazioni necessarie. La struttura standard da seguire è:

Struttura chiamata MAYDAY su VHF canale 16:

    1. “MAYDAY MAYDAY MAYDAY” (ripetuto 3 volte)
    2. “Qui [nome barca]” (ripetuto 3 volte)
    3. “MAYDAY [nome barca]”
    4. Posizione: latitudine e longitudine o distanza/direzione da punto noto (“5 miglia a sud di Capo Linaro”)
    5. Natura dell’emergenza: breve descrizione (“incendio sala macchine” / “uomo a mare” / “falla importante”)
    6. Assistenza richiesta: cosa serve (“richiediamo immediato soccorso”)
    7. Persone a bordo: numero totale
    8. Descrizione barca: tipo, lunghezza, colore (“barca a vela 12 metri, scafo bianco, vele blu”
    9. Condizioni meteo sul luogo
    10. “Passo” (aspettare risposta)

Esempio pratico:

  1. “MAYDAY MAYDAY MAYDAY
    Qui Vento del Sud, Vento del Sud, Vento del Sud
    MAYDAY Vento del Sud
  2. Posizione LAT 42 gradi 05 primi Nord, LONG 11 gradi 48 primi Est
  3. Falla importante nella zona prodiera, acqua in rapido ingresso
  4. Richiediamo soccorso immediato
    4 persone a bordo
    Barca a vela 10 metri, scafo bianco, randa rossa
  5. Vento forza 7 Stato del mare 5 
  6. Passo

La chiarezza e la calma nella comunicazione sono fondamentali. Parlare lentamente, scandire bene le parole, ripetere le informazioni critiche. Il corso sulla gestione delle emergenze in mare include moduli specifici sulla comunicazione radio in situazioni di stress.

Cosa succede dopo la chiamata: l'arrivo dei soccorsi

Una volta lanciata la chiamata di soccorso, la Guardia Costiera coordina l’intervento. I tempi di arrivo dipendono da posizione, condizioni meteo e mezzi disponibili.

Mezzi di soccorso possibili:

  • Motovedette della Guardia Costiera: per soccorsi vicino alla costa
  • Elicottero: per emergenze mediche o situazioni critiche
  • Navi commerciali o militari: se si è in zona di traffico marittimo
  • Altre imbarcazioni da diporto: in base al principio di assistenza reciproca

Comunicazione con l’elicottero: Se viene inviato un elicottero, la comunicazione avviene solitamente sul canale VHF assegnato. L’equipaggio di volo fornisce istruzioni precise:

  • Mantenere la prua al vento
  • Liberare il pozzetto da oggetti volanti
  • Preparare le persone da evacuare con giubbotti indossati
  • Non toccare il verricello prima che tocchi acqua o coperta (scarica elettrostatica)
  • Seguire le indicazioni del soccorritore aeronavigante

L’evacuazione via elicottero è un’operazione delicata che richiede collaborazione e precisione. Il corso sulla navigazione in condizioni meteo avverse include simulazioni di interazione con mezzi di soccorso.

EPIRB: il dispositivo salvavita automatico

L’EPIRB (Emergency Position Indicating Radio Beacon) è un radiotrasmettitore di emergenza che, quando attivato, invia un segnale satellitare con la posizione esatta della barca. È obbligatorio per navigazione oltre le 50 miglia e fortemente consigliato anche per navigazione entro.

Come funziona:

  • Si attiva automaticamente se immerso in acqua (ideale in caso di affondamento rapido)
  • Può essere attivato manualmente
  • Trasmette su frequenza 406 MHz captata da satelliti COSPAS-SARSAT
  • Il segnale contiene l’identificativo univoco della barca registrato
  • La centrale operativa riceve posizione e identità della barca in difficoltà

Quando attivare manualmente l’EPIRB:

  • Quando si sta per abbandonare la barca
  • In caso di emergenza grave dove la comunicazione radio è impossibile
  • Come backup dopo una chiamata MAYDAY che non ha ricevuto risposta

L’EPIRB va testato annualmente (solo la funzione di autotest, mai la trasmissione reale) e va registrato presso le autorità marittime con i dati aggiornati della barca e del proprietario. Il corso sulle dotazioni di sicurezza insegna l’uso pratico di EPIRB, razzi di segnalazione, VHF e tutte le altre dotazioni obbligatorie, alcune di queste precedentemente descritte in questo articolo.

Obblighi del comandante e assistenza ad altre imbarcazioni

Il comandante ha precisi obblighi legali e morali in situazioni di emergenza, sia quando richiede soccorso che quando lo può fornire.

  1. Obbligo di assistenza:

    Secondo la Convenzione SOLAS (Safety of Life at Sea), ogni comandante che riceve una chiamata di soccorso e si trova in condizioni di prestare aiuto è obbligato a intervenire, compatibilmente con la sicurezza della propria barca e del proprio equipaggio. Ignorare una chiamata MAYDAY quando si è in grado di aiutare costituisce reato penale in molte legislazioni, Italia compresa.

  2. Obblighi del comandante in difficoltà:
  • Mantenere la calma e comunicare chiaramente
  • Aggiornare i soccorritori su eventuali cambiamenti della situazione
  • Seguire le istruzioni della Guardia Costiera
  • Non abbandonare la barca finché non è strettamente necessario (la barca è sempre più sicura della zattera)
  • Assicurarsi che tutto l’equipaggio indossi giubbotti salvagente
  • Preparare il grab bag (borsa di emergenza) con documenti, acqua, razzi, radio portatile
  1. Quando abbandonare la barca:

    La decisione di abbandonare la barca è la più difficile che un comandante possa prendere. Si abbandona solo quando rimanere a bordo comporta rischio maggiore che trasferirsi sulla zattera. Una barca anche semisommersa galleggia e offre protezione maggiore di una zattera gonfiabile in mezzo alle onde.

Questo articolo fornisce le basi teoriche sulle procedure di soccorso in mare, ma la vera competenza si acquisisce con la formazione pratica e l’esperienza guidata. Se vuoi approfondire l’uso corretto del VHF in situazioni di emergenza, imparare a formulare chiamate di soccorso efficaci, conoscere nel dettaglio il funzionamento dell’EPIRB e delle altre dotazioni di sicurezza, o semplicemente avere consulenza personalizzata sulla sicurezza della tua barca, la Lega Navale Italiana – Sezione Santa Marinella è a disposizione.

Chiamare il MAYDAY ha dei costi?

No, il soccorso in mare è gratuito quando si tratta di emergenza reale. La Guardia Costiera non addebita costi per interventi di soccorso. Se però si richiede soccorso per situazioni non urgenti risolvibili autonomamente (es. esaurimento carburante per dimenticanza con mare calmo), potrebbero esserci addebiti per i servizi di assistenza tecnica. In caso di emergenza vera, non si deve mai esitare per paura di costi.

Cosa succede se lancio un falso allarme per errore?

Se si attiva accidentalmente l’EPIRB o si lancia un MAYDAY per errore, bisogna immediatamente comunicare via radio che si tratta di un falso allarme, fornire identificativo della barca e confermare che non c’è emergenza. I falsi allarmi involontari non sono sanzionati se prontamente comunicati. Lanciare falsi allarmi intenzionali è invece reato penale.

Se sono vicino alla costa posso chiamare direttamente il 112 invece del VHF?

Il numero unico di emergenza 112 funziona anche in mare se si ha copertura cellulare, ma il VHF canale 16 rimane il metodo preferenziale perché: permette triangolazione della posizione, è captato anche da altre imbarcazioni nella zona che possono intervenire prima, mantiene la comunicazione anche senza copertura cellulare. Se possibile, usare sempre il VHF. Il 112 va bene come backup se il VHF non funziona.

Quanto tempo impiegano i soccorsi ad arrivare?

Dipende dalla posizione e dal tipo di emergenza. Per emergenze vicino alla costa (entro 5-10 miglia), una motovedetta può arrivare in 20-40 minuti. Un elicottero può arrivare in 15-30 minuti se disponibile. Per navigazioni offshore (oltre 50 miglia), i tempi possono essere di diverse ore. Per questo è fondamentale mantenere la calma, gestire l’emergenza il più possibile autonomamente e mantenere la comunicazione con i soccorritori.

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